Oggi vorrei approfondire il famigerato suono PLEXI. Si sente tanto parlare di questo particolare timbro di distorsione ma quanto veramente si sà al riguardo?

Quando si menziona PLEXI, viene subito in mente un nome, cioè Marshall e chi tra i più famosi chitarristi? Bhè non si può che non menzionare Pete Townshend, Jimmy Page e Van Halen, mostri sacri della chitarra! Indubbiamente stili diversi ma con un amplificatore in comune cioè Marshall.

Tutto iniziò quando appunto Pete Townshend degli WHO chiese alla Marshall di modificare il 1959 Super Lead per farli raggiungere la potenza di 100W. Marshall realizzò l’amplificatore subito con 2 coni 2×12″, ma dopo poco cambiò con un 4×12″, nacque così il 1960A “angled” sopra e 1960B “box” sotto, creando così il celeberrimo “Marshall full stack”.

Ok ma da dove deriva il nome PLEXI?

La testata dell’ampli era stata equipaggiata con una mascherina in

Plexiglass… passò veramente poco tempo è venne soprannominato PLEXI appunto. Chi l’avrebbe mai detto che un pezzo di plastica sarebbe diventato così famoso!

Anche quando venne rimpiazzata con quella in alluminio, il nome rimase invariato per gli utilizzatori.

Ma ora veniamo al suono. Chi ha provato un Marshall saprà che suona completamente diverso da un Fender, Vox etc… Questa caratteristica è stata molto apprezzata negli anni, soprattutto ha generato anche dei generi musicali.

La caratteristica principale un equalizzazzione scavata nella parte centrale intorno ad 1 Khz, diciamo che si posiziona come ft sui 1178 Hz, come si vede nello schema, per esempio sul JTM45. Poi le cascate di configurazioni dei Triodi fanno il resto.

Questo in cosa si trasforma?

In un suono cremoso compatto perfetto per saturare l’ingresso del ampli restituendo un suono distorto piacevole e non stridente, grazie anche alle valvole finali EL34 che enfatizzano le frequenze basse.

Bhe quindi cosa potevamo fare noi di REPro Audio se non creare un pedale che suonasse come la storia!

Ci siamo messi a cercare di riprodurre quel suono con quel determinato timbro e quella classica risposta alla saturazione. La saturazione a 3 stadi, con la risposta valvolare morbida, fondamentale per ricreare la stessa catena e poi quella particolare equalizzazione, per la risposta tonale fondamentale. Alla fine abbiamo anche detto: “perchè non buttare benzina sul fuoco?” Così abbiamo aggiunto il controllo FUEL attivabile. Un booster con ben 24dbu di uscita per saturare l’ingresso di qualsiasi ampli o per aggiungere volume quando dovete fare dei soli.

Ed ecco qui il distorsore Plexi “JEFF 1977“.

Qui di seguito potete vedere spiegato il funzionamento di JEFF 1977 su una chitarra spiegato da Silvio Capretti